Estro-Verso
ATTENZIONE, REGISTRAZIONI SOSPESE:
Questo forum non è più attivo ed è stato conservato su richiesta di molti utenti. Il nuovo forum è all'indirizzo: http://artist.forumattivo.it
Cerca
 
 

Risultati per:
 


Rechercher Ricerca avanzata

Sondaggio
Statistiche
Abbiamo 119 membri registrati
L'ultimo utente registrato è Ninone40

I nostri membri hanno inviato un totale di 1943 messaggi in 722 argomenti
Ultimi argomenti
» Destini incrociati
Mer Nov 07, 2012 7:43 am Da Ninone40

» La casa di Paolo
Mar Gen 03, 2012 1:39 pm Da luisanne

» ¿QUÉ SOY? (Cosa sono?)
Sab Nov 05, 2011 10:37 pm Da Marinella

» KULTURA WEB TV :POESIA E-LETTA TUTTI I VENERDI SERA
Ven Ott 14, 2011 10:51 am Da SuZanne

» AGENDA DEGLI ARTISTI 2012
Ven Ott 14, 2011 10:42 am Da SuZanne

» "Controsensi economici" 06-10-11
Gio Ott 06, 2011 1:51 pm Da Carlo

» 22-09-2011 “Rispetto ?”
Gio Set 22, 2011 4:09 pm Da Carlo

» "Figli dell'Argilla" 01/09/2011
Ven Set 02, 2011 9:16 am Da Carlo

» mi dovrò ripresentare penso
Sab Ago 06, 2011 12:05 am Da bounty

Giugno 2018
LunMarMerGioVenSabDom
    123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 

Calendario Calendario

Parole chiave

Contatore visite

ONLINE COUNTER

VISITOR COUNTER

Musica Classica

Tutte le poesie del concorso PARTE UNO

Andare in basso

Tutte le poesie del concorso PARTE UNO

Messaggio Da Admin il Mar Gen 11, 2011 6:12 pm

Poesie suddivise in due parti a causa della lunghezza (PARTE 1)


Questa è la prima selezione delle Poesie del Concorso di Poesia a tema libero.
La Giuria dovrà pronunciarsi per la verifica della completezza dei dati inviati,
sull'inedicità dei testi e sul rispetto del Regolamento.


ELENCO DEI PARTECIPANTI AL CONCORSO: POESIA A TEMA LIBERO
Giuria composta da :
Massimo Pacetti – Cinzia Marulli - Carla Zuccalà – Giancarlo Bruschini – Luana Trabuio – Alberto Saso –


Solo un sogno Aurora Fiorotto – Treviso (TV)

Ti ho sognato questa notte.
Ero io il tuo angelo,
eri tu la mia vita.
Ti guardavo e con un bacio
asciugavo le tue lacrime.
Ti accarezzavo il volto
con un alito di vento.
Ti stringevo al mio petto
e ti scaldavo
con un raggio di sole.
Mi portavi un fiore
e mi pensavi.
Ti guardavo
e ti proteggevo.
Ti guardavo
e ti vedevo vivere
nella tua giovinezza.
Ero io il tuo angelo,
non tu il mio.
Eri tu il mio giorno,
non io la tua notte.
Solo un sogno
nel mio buio nero.

A Lucia Romolo di Gianfilippo – Avezzano (AQ)

Se apri il libro della vita,
scopri che una bella pagina il vento se l’è portata via.
Ora sta li insieme a Gesù,
e vuole che tu non piangi più.
E’ diventata una stella,
assai luminosa e molto bella.
Ti guarda dall’alto, ti sorride, ti coccola e ti protegge.
Vuole la tua gioia e la tua felicità.
Non deludere la tua stella,
così insieme a te sorriderà.
Asciugherà le lacrime del tuo cuore,
ti farà trovare un nuovo amore.
Ti farà sentire il profumo delle rose ed il canto del mare.
Ti farà sognare, vivere ed amare.
Ti farà passare la malinconia e la tristezza si porterà via.
Torna ad aprire il libro della vita.
Ora la sofferenza non esiste più.
Le pagine più belle le scriverai tu.
Il tuo bellissimo cuore te le suggerirà.
E sarai amata per l’eternità!.

Requiem Maria Pizzuoli – Mestre (VE)

Nell’antica Pompei
Crollano muri antichi
La pioggia bagna
Le vecchie pietre
E piange.
È cultura che muore
Colpa d’umana incuria
Tesoro immenso
Per ogni uomo
Vera linfa vitale
Con lei lui muore
Eppur non se n’avvede.
È una triste stagione
La pioggia cade
E piange.

Una sola parola Giuseppe Spinillo – Anzio (RM)

Notte dammi tu i tuoi colori
i contorni, il tuo niente.
Dammi tu ciò che hai
le tue note, i miei sogni
la tua luna, cielo e stelle
i miei se, qualche ma.
Colma tu tutti i vuoti
quanto vale la morte
quanto costa la vita.
Mostrami la maniera
che in cambio ti do
la misura del mio tempo
che tu allunghi a dismisura.
Dammi tu, dimmi tu, fallo ora.
**
In ogni momento la notte
si mette di taglio
e mi aspetta, ci aspetta.
Insegnami come fa il silenzio
a stare lì fermo senza dire.
Vorrei dirti tutto
in una sola parola
se si trova.

I dolori dell’ anima Carmela Russo – Casavatore (NA)

Ci sono dolori che ti spaccano il cuore
E ti calpestano l’anima
Sono quei dolori sordi e senza suoni
Privi di speranze e di emozioni
Dolori che si intrecciano in cammini
Sempre più oscuri e sempre più meschini
E non ti fanno scorgere la luce
Ti lasciano da solo e senza pace
Mentre dalla tua anima un grido s’alza e tace
Ci sono dolori che non si possono spiegare
Ma ti cancellano e fanno tanto male
Ti lasciano da solo e desolato
E ti rimangono smarrito e senza fiato
Sono i dolori della tua esistenza
Fatti di tanto male e lunghe assenze
Di giorni lunghi e vuoti e senza senso
Ci sono dei dolori che non si possono spiegare
Perché troppo difficili da poter capire
E ancora più difficile poterli definire,
Ci sono dei dolori vuoti e senza amore
Con solo nebbia che oscura il tuo cammino
E solo intralcio per il tuo destino:
sono i dolori di chi non è amato
il cuore triste, lo sguardo disperato
e scivola nel buio del sentiero
di quel sentiero oscuro che è la morte.

Il mio sguardo che il tuo sorprende
Giuseppe Nalli – Ceprano (FR)
Si disfano e rotolano lungo il pendio
i sogni di una invincibile luce.
L’istante muore nel ronzio
di fastidiosi insetti all’ombra degli oleandri.
E’ così…
…questi scarti ci riserva la vita…
…senza preavviso.
Giorno e notte si rincorrono
con frenetiche danze
in una accesa sequenza
che sacrifica il desiderio furtivo
del mio cuore girato
come una tasca vuota.
Di passaggio in passaggio,
di rotta in rotta,
è il sestante e il vento alle spalle
ad indicare la direzione del mio sguardo
che il tuo sorprende.

Riuscirò a volare Fulvia Marconi – Ancona (AN)E lente sensazioni a scivolare,
come a spogliare un corpo ch’è già nudo,
scoprendo le passioni rammendate
tenute insieme da lacci di noia.
Parole lente come l’ore tristi,
feriscono la gola al senso amaro
di farse consumate dal destino
ora ch’è spenta la stella Polare.
E sciamano le note mai cantate
In spazi di silenti desideri,
ora intrecciate da fiori d’arancio
indi recise da stagioni perse.
Poi vado disegnando con il gesso
l’arcobaleno che non ho veduto,
ed apro la mia mano alla farfalla,
che ormai ferita non può più volare.
Ma forse, fra le nuvole impazzite,
diamanti e stelle brilleranno ancora
e al soffio di sbandate brezze estive,
forse confusa … riuscirò a volare.

Io esisto Massimo Bruni – Gorizia (GO)

Esisto ma negli occhi non appaio,
la mia stessa ombra si è dissolta nella polvere.
Esisto, nel passato, ma ora nemmeno una croce.
Esisto, come ricordo nelle persone
mentre gli specchi rifiutano la mia immagine.
Siedo alle porte della storia
ma le parole solo m'oltrepassano senza segno alcuno.
La mente non m'obbedisce e spinge lo sguardo fra la nebbia,
alla ricerca di quello che forse non può esistere, come me, ora, nei vostri occhi.

Come un salmo d’antico suono Roberto Gennaro – Genova (GE)S’oscura il cuore della baia,
come fanciulla esausta dal gioco
s’appresta al riposo.
Tramontare d’addii dati al cielo,
sussurrati dal frusciar di marea,
s’allentano i sogni…
e la notte diviene poesia,
nel sussurro del rimar delle stelle
s’ode il canto silente della Luna.
È un teatro, questa scena
dato all’occhio bramoso di Dio,
c’è preghiera, nella brezza,
la Sua voce respira il perdono…
Così dolce è l’albeggiar della sera…

Inverno Alberto Accorsi – Bollate (MI)

I merli,quelli,
restano anche d’inverno
certo,alla prima gelata
uno si chiede: chi me lo fare?
ma poi s’adatta ,saltella
cerca qualche cosa
spera che torni presto
la dolce primavera


Elegia per la casa abbandonata Peter Capra – Roma (RM)

La casa serrata dai bianchi cancelli,
delle sue luci, gli occhi ormai ciechi,
posa eterni sulla memoria.
Le fredde mura tacciono.
Perderò la tua luce?
Casa sulla cima del mondo
che dilagavi sul mare
la tua pace ribollente...
Casa dell’alfiere, del padre,
dello sposo, dell’amante,
aperta e franca, chiara e luminosa.
Casa dei sogni, degl’incubi
distesa sul prato dell’umanità:
sulle aride coste del sud,
miravi la lontana Capraia
apparsa tra i fumi del mare.
Guardavi al sole,
specchiando d’acque salmastre
le distese tinte di metallo.
Casa pazza, breve
passaggio della mia vita,
Casa di sofferenza, casa di malia,
della mia gioia, sublime poesia.

Come vissi Mara D'Autor – Galliano di Mugello (FI)

Come vissi nell'amore ci rimasi
e il tocco di un sentimento mi rapì il cuor portandomi in alto,
ne godo la vita per amore agli altri,
ne assaporo l'amore che mi da la forza di vivere,
ne traggo la linfa per tutti,
amando tutto ciò che mi circonda,
l'amore è vita,
la vita è amore,
così vissi

La sera Mauro Castagneto – Genova (GE)

Pesa troppo sul mio fondo la notte
e non risale che al tramonto
quando
la sera le accarezza il capo
di lontra e la
fa scivolare lungo il muschio e gli odori
come un olio scorre la sua fatica
ne pettina i capelli arcuati
che già oscurano il cielo
al basso dell'oriente
e lungo il nord
dilaga
dove
l'attende l'orizzonte con le braccia alzate
ad afferrare la luce e l'ombra
e il sole s'aggrappa ad un profilo
d'una montagna affonda
nell'oscurità con
i capelli in
fiamme.

Devo recidere uno stelo Elisabetta Errani Enaldi – Alfonsine (RA)Otto fiori d’oro puro, energia splendente,
composta da stelle giallo-arancione.
Oh, pianta che fiorisci in pieno inverno, tra le nebbie
del mattino, con il gelo che ti trafigge e ti fa piegare lo stelo.
Oh, energia di luce che brilli come un faro di notte,
ora io devo recidere il tuo stelo contro la mia volontà.
La brina che ti ha ricoperto brucia il tuo sangue verde che mai
più potrà scorrere nei fiumi del tuo piccolo universo.
Oh, energia arancione, il freddo della morte
brucia piano e ti fa cadere a testa in giù sopra
le grandi foglie rotonde, già morenti sulla terra nuda,
ricoperta di brillanti e perle argentate.
Oh, i tuoi fiori di luce viva splendono
ancora come piccoli soli lucenti.

Oh, anche se la morte vi danza intorno interessata
e pronta a raccogliervi, voi mi sorridete.
Oh, stelo che sostieni otto stelle di luce, sei stato tradito
dal gelo della notte, ma io ti recido anche se non amo farlo,
e ti raccolgo a nuova vita, immergendoti nell’acqua limpida
dell’amore, in un vaso d’energia azzurrina,.
E, mentre tu rinasci ancora, io so che la tua luce poi
si spegnerà per sempre e svanirà da questo mondo,
ma la tua energia volerà ancora in altre dimensioni
e per sempre la morte correrà alla vita.

La fiamma Vincenzo Iannarilli – Terracina (LT)Ti ho sempre lasciata
colloquiare con le ombre
levatesi dal mio corpo,
ma tu non ricordi poiché le lebbra
le avevi date come pegno all'arsura
e la tua lingua non era da meno:
dentro quel rifugio di fumo e parole mai udite
si trovava bene. Era un letargo il tuo silenzio.
Ma ora mi parli di come siano lunghe le giornate
se ti accosti al mio fusto
e hai smesso di parlare solo al tuo dentro
di quelle tante areole nell'anima.
Confinata sotto le fronde del mio disagio
abbracci un corpo mentore e dal fogliame verde
che ha preso a rinsecchire. Ma questo già lo sai.
Non illudere ancora te stessa al pensiero ch'io possa
esserti d'ombra anche per un'altra vita:
i miei anni, i mie cerchi sono l'epitaffio persino della corteccia;
ma ti prometto, qualora fossi capace di recidere
la sensibilità del mio tronco
che sarò il fuoco attizzato d'inverno
quel calore nelle tue stanze e lo scrocchio
della fiamma in un filo di luce
vedrai la sostanza della tua melanconica sorte.

La struggente, bellissima solitudine
Simone Maglia – Pistoia
La pace della sera, nel silenzio,
quant’è bello e struggente essere soli!
Il cuore non ha abisso,
per quanto profondo esso sia.
La notte il respiro è lento,
non sfugge l’attimo del pensiero.
Ah, se solo tutti ascoltassero,
quante inutili morti
risparmierebbe l’amore!

Memorie Alessandro Rani – Forlì (FO)Parole viste, vocali scritte
occhi mai più incontrati
aleggia offuscato il pensiero
nell'ombra, oramai tarda, l'eco
è
eco di parole
eco d'esistenze
eco di vita
da una bocca raggrinzita, il pensiero
sussurrato e prezioso
riflesso in dolori incolmabile trova,
in un'anima che oramai ha trovato conforto
alloggio scomodo dovuto.

Una goccia di rugiada in un freddo mattino Salvatore Siciliano – NapoliVorrei possedere
talento per la vita
ma essa mi sfugge
ogni volta più testarda
ed eterea
come il ricordo di una notte di baldoria.
Non oso spingermi
oltre i miei silenzi,
finché dietro l’angolo
scorgo il destino
ne oso aver paura però
dell’immane strapiombo
che in un istante
può inghiottire il mio cammino.

Notte di San Lorenzo Marolda Raffaella – Quarto (NA)

Si dilegua la luce
innanzi la sera,
spedita oltre i monti
impervi aspri,
odorosi d’origano antico.
Si rifugia all’orizzonte
viola del mare estivo.
Viene la notte di stelle
e argentei filamenti,
dissolti dall’universo,
fioccano come filanti
meteore nel blu.
Bella è la notte!
Ondeggia il mare
struggente d’amore
per le stelle lontane.
Ed io in estasi
sfiorata dall’ultimo raggio
mi perdo in un barlume,
nel fondo dell’oceano,
oscura energia
che bacia
l’ultima luce del dì.

Granello dell’assoluto Carlo Colacci – Roma (RM)

NON SI SPLACANO I PENSIERI
MASSI DAL PESO INDICIBILE
SCHIACCIANO LA FISICITA’ DEL PRESENTE
CHE IMPLOSIONI DISUMANE SIAMO NOI
DEVOTI DEL LETARGO
IN FUGA DAL NOSTRO ESSERE!
E’ TRISTE DOMANDARSI
E NON SAPERE
CHE SAPORE ABBIA IL QUOTIDIANO
UCCIDENDO NELLA CULLA
LA SENSAZIONE IRRIPETIBILE
DI VIVERE IL MOMENTO.
I NEMICI DEL MIO TEMPO TERRESTRE
IMPRIGIONANO LE RAGIONI DEL CUORE
AMPLIFICANO I TORMENTI DECCENNALI
MA UN GIORNO SVESTIRO’
LA BUCCIA CHE MI NASCONDE
SI PALESERA’ FINALMENTE LA BELLEZZA
L’IDENTITA’ AFFASCINANTE DELL’ANIMA
L’ESSENZA CHE SI FA SOFFIO LEGGERO
FINO A DIVENIRE SUONO
E POI SILENZIO
E PER ULTIMO,NON ULTIMO
GRANELLO DELL’ASSOLUTO

Effetto doppler Mauro Barbetti – Osimo (AN)Ottobre ai ritorni serali
fanali più dilatati forse
su passeggeri affrettati ed ombre.
Essere metro e peso
di ciò che mi avvicina
così da pormi a freno
per un istante passato dal vetro
sospeso e rovesciato altrove
dall’effetto Doppler d’un treno.

Sarò madre Marina Pieranunzi de Marinis – Pescara (PE)

Ieri, il vento mi ha posseduto,
con prepotenza e audacia.
Ho resistito.
Poi,
creatura istintiva e fragile,
come tremula foglia di pioppo
ho ceduto al suo impeto.
Partorirò
inquietudine e desiderio.

Andante con Brio Elisabetta Scotto – Livorno (LI)Tu sapevi temperare l'aria tonda
da tanto rotondeggiare
che senza punta era
Tu che amavi l'attrito del sole
sulle rocce sparse
da lacrime di guerriglia
Posa il tuo braccio altrove
sulle spalle di chi i tre universi
sostiene con uno sguardo
Posa la tua agitazione nell'abisso
della disperazione e risorgi
laddove i raggi mai a pugnar vanno.

Gelosia Daniele Ravaioli – Modena (MO)Gelosia....
Fottuta assassina senza volto.
Il tuo silenzio domina il mondo.
Giochi a nascondino per colpire senza pietà.
Nei tuoi occhi c’è odio,
che scateni senza avviso.
Come un fulmine ti illumini.
Colpisci nel mio fragile cuore
Che batte per amore
e che amore tu non conosci.
Gelosia...
Capace di amare non puoi
Perché solo odio tu hai,
e sei nata senza una goccia di
passione che verrà avvelenata
da tè all’infinito.

La banconota e la moneta Sandro Boccia – Como (CO)

Una banconota disse a una moneta:
"Mi fai pena, ti vedo così inconcludente.
Sei fatta di un metallo che non vale niente
e anche se vai e giri senza meta
fra mille mani più povere di te
non servi proprio, dai retta a me!
Io invece sto nei portafogli dei signori,
nel petto profumato delle donne belle,
vivo tra lussi, brillanti e ori
e servo a comprar tutto, anche le stelle!"
Gli rispose la Moneta:
"Conterò poco sarà vero
ma come dice il proverbio
"chi s'accontenta gode"
e poi non mi ci rode anzi son soddisfatta
quando un creatura mi conserva
come un tesoro ingenuamente
e poi d'accontentar una mano tremante e tesa
per un'elemosina innocente, quasi inattesa.
Sto in pace, tranquilla e con l'animo sereno,
la vita mia può valer tutto, poco o niente
ma non ho il veleno che spargi tu
fra la cattiva gente che per i soldi
farebbe qualsiasi porcheria
cosicché la dignità si impaurisce e scappa via!

La poesia dell’anima Bruno Francesco Pileggi – Filogaso (VV)Girellando sul sentiero di montagna
ho avuto modo di osservare un grande tesoro[1].

Vagando sul sentiero di montagna
mi sono finalmente ristorato dal male di vivere dell’uomo.

Solo tra boschi e creste d’alta quota
riesco a rigenerare la mia anima dalle ombre[2].

Mi fermo ai piedi di un grande faggio
e noto un piccolo volatile sui rami
intento ad osservare qualcosa, forse i suoi cuccioli.

Mi fermo ai piedi di un grande abete
e noto un grazioso scoiattolo nero che si arrampica
fra le imponenti chiome impaurito da una presenza[3] strana che si aggira la nei
pressi.

Quanto è meraviglioso camminare fra le selve di questa Sila[4]
sempre così piena di tante e brillanti sorprese,
ricche di fascino e di sole poetico.

Ovunque ciò che scruto è un’immensa poesia,
che musicalità e impressioni profonde genera,
e mi fa guarire dal vivere di ogni giorno, da me stesso.

La natura è un appiglio
a cui la mia persona non può fare a meno.
È la vita che ritorna e prende luce.
……..
[1]L’ambiente naturale.
[2]Dagli stress e dalle preoccupazioni della vita.
[3]È il poeta stesso.
[4]Siamo nella Sila Grande, nella Calabria settentrionale.

Rosa Screziata Francesco Di Ruggiero – Monza (MO)Aridi arbusti
dal vento sospinti,battuti,
dal sole arsi,
ancora là nell’orto del tempo
a mendicare amore.
Terra avara
di semi e di pioggia.
Un pensiero insegue l’immagine
vola alto,fora il cielo:
la speranza si colora,
rinasce,rivive
come quella rosa
di rosso screziata
che a fatica si arrampica
si curva,si aggrappa,s’inerpica
sui cespugli in attesa
a cercare vita.
Tenace sempre fiorisce.
Così dovrebbe … l’uomo.

L’io Virginio Giovagnoli – Belforte All'Isauro (PU)

Solo del tuo pensiero ti fidi
altri non vedi.
L’intelligenza ed il super sapere
che quel genio al tuo specchiar ti appare
diritto non ti da d’imporre agli altri il tuo volere.
La mente altrui indisponi.
Non c’è resa.
Quell’io che ognun sovrasta
dell’essere suo corre a difesa.
In un miscuglio d’ammirazione e d’odio
che l’animo confonde
ed al suo perdere la ragione
non ci sono sponde.
La violenza di tutto poi scatena
in un turbinio di sentimenti
che nella logica della vita
non trova riscontri.
Abbassa il tuo pensiero
cerca l’albergare della modestia
e l’intelletto tornerà a dominare,
nella visione di un tacito parlare
i veri sentimenti prevarranno
sì che nessuno ti potrà più giudicare.

Storia di un pittore di parole Mattia Zorzan – Valle Mosso (BI)

La luce si accende fioca e lenta
come focherello sotto fitta pioggia.
Un tepore si insinua fra le emozioni
dell'attento e sensibilmente fragile,
poeta.
Nascono forti i pensieri e le sensazioni,
i sorrisi,le primavere,i dipinti
nel cuore profondo.
Gli occhi illuminati da passati arcobaleni,
sono giovati da fantasticherie,canti
di rimatori alati,esplosioni di stupore
di coccinelle floreali.
Scorre la penna sul profumato papiro,
si libbrano verso l'infinito gli amati pensieri,
pervengono al cuore le gioie che hanno
plasmato il petalo pulsante del poeta.

Lei Che Filippo Maistrello – Bassano del Grappa (VI)

(liberatoria del genitore Stella De Chino – minorenne nato il 13 gennaio 2001)

Lei che è sempre vestita bene
Lei che è sempre molto agitata
Lei che è piena di segreti
Lei che non si sa di chi è innamorata
Lei che mi fa arrossire
Lei che mi fa scoppiare
Lei che vuole fare sempre bella figura
Lei che vuole essere diversa
Ma per me Lei è Lei!

Nascita Rosa Fracchiolla – Bari (BA)

-fuggivo o sfuggivo.
prendevo appunti.
scrivevo frasi nervose e stridule.
usandole come
se fossero sottofondi musicali discordanti,atonali.
non vi era un ordine,una consequenzialità'.Io numeravo gli eventi
,attraverso una tassonomia fantasiosa ed immaginifica.
attraverso
un moto circolare uniforme di completo disorientamento.
era una mattinata che nasceva stanca,che mi annebbiava con
quella scialba opacità'.mi sentivo come immersa nel liquido
amniotico del mio giubbotto. non osavo,ma camminavo veloce sul
pendio dell'insofferenza.
qualcosa era come spento, impossibilitato a recuperarsi.
al di là' della mia stanza c'era un mondo,cosi’ compatto.
una vacuità volumetrica di alto borgo.
ed IO,
pronta a dissolvermi in catarsi negative o in orgasmi di indifferenza.
tutto si arrestava,tutto ricominciava;secondo finalità sconosciute.
la causa prima di un nulla elettrolitico.

Mamma Monica Mengoni
Fine di un anno che ormai è passato
e le gocce trasparenti del suo tempo ci ha dispensato
senza che noi, come sempre, ne capissimo il dono
persi come siamo nel nostro frastuono.

Sempre ti viene da fare bilanci
descrivendo dei pensieri più profondi, gli slanci
ma, forse, è soltanto che sei la mia compagnia
ché questo destino ha posto la tua vita accanto alla mia

Se penso ad un setaccio che tien solo i ricordi,
lasciando di ciò che io son, le note e gli accordi,
ho in mente gradini saliti con pesi gravosi
d'amore e di cose, in giorni penosi
in cui potevo sentirmi il rumore del cuore
e la mia solitudine non aveva rumore

Così albe e serate il tempo ha sfumate
e non ti so dire dove le abbia portate,
ma certo mi han lasciato mille rigature
sul viso, mentre sul cuore profonde spaccature

Se mi vuoi ancora ascoltare, continuo col dire
che mi son lasciata vivere imparando a mentire,
ma ciò che tempo fa mi sembrava straziante,
come il ricordo degli occhi di un padre,oggi è consolante
Guardando nel tempo tutto si è trasformato
gli amici, l'amore, l'ebbrezza sono oramai di un tempo passato
che lascia oggi spazio a cercare, con rassegnazione
un antidodo valido alla depressione
Il contemplare questo mondo così strepitoso
dove tutto è pensato per essere meraviglioso,
senza mettere l'uomo al centro di materia e sentire,
questo è forse il segreto per non lasciarsi morire

Di certo ho capito che solo il secondo
che stiamo vivendo è unico al mondo
e il privilegio di vedere, capire, toccare,
da solo, è maggiore del sole o del mare

Plaza de Mayo Antonella Iacoponi – Località Cascina (PI)In piazza imperversa un forte vento,
che sparge intorno lacrime amare,
fittissime gocce d’argento,
per chi non può dimenticare…
Si elevano al cielo ardenti preghiere,
in suffragio delle anime care,
ma all’orizzonte appaiono vele nere:
le mani tese di nonne e bambini,
nonne che cercano, ansiose e severe:
al collo han le foto dei nipotini,
- Tristi collane di amore e tormento - ;
bimbi lontani, o forse vicini,
le nonne sopportano senza un lamento
percosse, torture, arresti,…
instancabili, marciano attorno al monumento …
Sorrideranno ancora i volti mesti?

Dietro di me Elisabetta Perroni – Roma (RM)

Dietro di me il vuoto
io sono oggi, sono domani ma non sono ancora ieri
pensieri s’infrangono nel tempo in cerca di minuscole essenze
lontane reminiscenze inseguono
quel frammento di me ancora estraneo
ma dietro di me il vuoto
c’è un volto che non ho mai visto
una voce che non ho mai udito
due cuori che per un soffio di vita hanno pulsato insieme
ma dietro di me il vuoto
cerco nel mio cuore l’alba della vita
sull’asfalto impronte di piedi sconosciuti
mentre come foglia volteggio
trasportata da un refolo di vento
raccogliere, cercare, scoprire, perché ?
quel che cerco ancora non so
ma nel nulla mi perdo e nel nulla mi ritrovo
esausta mi siedo sulla soglia di casa in attesa del sorgere del sole
stupita scorgo vestite d’azzurro
come sorelle la luna e le stelle
e come il velo scopre lentamente il volto di una donna
così la mia mente come un fiore si schiude alla speranza
e dietro di me tra la bruma affiora l’albore della vita

Delusioni d’amore Paolo Sangiovanni – Roma (RM)Hai tolto la targhetta dalla porta
Hai divelto la buca della posta.
Hai staccato il telefono
e buttato le chiavi di ogni cosa.
Ora che hai fatto questi sacrifici
al tenebroso dio dell’ignoranza
tu ti senti più libera.
Ma Amore
ancora insidia le tue sensazioni
coi suoi rimpianti rancorosi e dolci
Non c’è chiave,telefono o targhetta
con la cui distruzione e il cui feroce
ingrato appannamento tu potrai
sentire meno amaro il tuo dolore.

Fantasmagonia Marco Lombardi – Campi Bisenzio (FI)

Sono caduto in mille secoli futuri
ed ho sbattuto il volto sulle canne al vento,
assaporando l'acre gusto del rimpianto
di non averti posto sopra il mare aperto.
Naufragando in questa vita averti addosso,
riflessa in me dalle costellazioni del mattino,
quando il sole non è ancora sorto
e la luna ha già esaurito il proprio volo.
Sei tu sirena che la mia mente non temeva
riconoscendovi nel canto un dolce abbraccio,
addormentarsi per lei non era gran sciagura
ma il riposo di un guerriero ormai stremato.
Ho abbandonato scudo, lancia ed armatura,
posto il nudo petto a bersaglio per il fato,
scoccano frecce avvelenate di paura,
fra l'averti troppo e il non averti affatto.
Averti lasciato fu certo grosso sbaglio
ma non farlo sarebbe stato pure peggio,
quando l'oscurità è più fedele del chiarore
per chi dei pugni ha fatto organo del tatto.
Smuovo aria senza abbatterne le mosche
che son ricordi di un amore senza tempo,
frantumo l'eco di un passato che ora brucia
mentre fantasmi gridano ancora il mio smacco.

Già nella memoria del sangue ci sono
i gesti canonici di tua madre

Vasile Geo – Bucarest (Romania)Allor quando doveva andare nel centro della Capitale,
avvenimento quasi storico oltrepassare il sobborgo
per una come lei contadina costretta a lasciare il suo paese
con due figli in collo per Bucarest in cerca di lavoro
negli anni quaranta, è riuscita insieme al marito a mettere
su casa propria, roba da matti essere proprietari negli anni
del comunismo trionfante! , tolte le pantofole,
si metteva sandali, scarpe oppure scarponi
di una povertà francescana,
si accendeva una sigaretta, tenendola fra le dita,
se ne andava l’immancabile fazzoletto sui bianchi
capelli legato alla nuca oppure sotto il mento, secondo la stagione,
non prima di controllare la bombola a gas, la scorta di pane
e antinevralgici (aveva un mal di testa cronico),
ne prendeva una pasticca con un po’ d’acqua
del secchio presso il pozzo del cortile,
quando era malata, maschera tragica, soffriva in silenzio,
rassegnata come chi non volesse infastidire i coinquilini,
anche se coloro erano i propri figli allattati al suo petto
adesso quasi attaccato alla schiena,
dimagriva sempre di più, il filo
di vita sempre più sottile, diventava sempre più santa...

Libertà ( Il volo sopra il pozzo. ) Manuel Petruzio – Ponte in Valtellina (SO)Divorando le angosce sorrido di nuovo,
indigeste le spingo sul fondo del pozzo,
un piede in testa e sobbalzo in trionfo.
Stelle in volto ed un mare dentro,
il fragore d’un suono che muore sordo,
e taccio i silenzio, ed urlo le voci.
Crisalide oscura dove dorme il sole,
nel ventre d’un cielo azzurro e sereno,
s’acquieta il sentire.
S’apre al mondo un bocciolo chiaro,
tingendo d’aurore ogni stelo,
regalando ai petali una sola parola.

Impatti d'aria di vento oltraggiano Lidia Are Caverni – Mestre (VE)

Impatti d'aria di vento oltraggiano
pudori raggomitolano membra
altrimenti distese ad assaporare
il sole sulle soglie del prato fra l'erba
menta il timo dall'aroma leggiadro
i capolini furtivi dei fiori dove si posano
farfalle dalla pancia nera per i rinnovati
mieli ad addolcire vini altrimenti
aspri che allappano la bocca rendono
impacciate parole che vorrebbe
scivolare via fluidi ruscelli di liquidi
elementi che si protendono al mare.

Esistenza Arturo Galeotti – Manziana (RM)Piano consuma il tempo
scava la pietra il vento
tra la natura sento
lento il mio finire.

E spazia lo sguardo
da questa altura al mare
a ritrovare un sollievo
dalla fragile esistenza
che mi lega ad un insieme
ad un tutto
immenso senza respiro
che mi consuma e passa
lasciandomi il rimpianto.

Fantasma in paese Stè Ferraris – Stresa (VB)

Giro a vuoto nell’ombra,
lievito come le spese
galleggio fuori dalla tomba,
non vedo nessuno
e nessuno mi vede,
non vedo futuro
in mezzo a salme appese,
il freddo ghiaccia l’aria
di cui non ho più bisogno,
intento a cambiar aria
perdo il senso come in sogno,
voglio un mondo più vivo, mi elevo,
osservo dall’alto un altro medioevo,
lo sai sono stanco di non avere destino,
e ogni opportunità è un fisco di vino,
di divino non vedo nulla,
alla tomba dalla culla è un nulla,
come una bolla scoppio con un tocco,
e resto un ricordo nel vuoto sordo.

Il rimpianto Andrea Timpanaro – Muggiò (MI)E così, mosso da un ricordo mai com’ora presente,
all’alba di un nuovo addio, si riaccende quel vizio caro di confidàr
parole notturne al silenzio di notti che quiete non trovano,
pur ridando esistenza ad una vita svuotata,
privata di colei che quel vuoto ha lasciato
e che, per quanto vicina, starà ancòr più lontano.
Mi guardo allo specchio e l’immagine riflessa
è soltanto una fiamma mera e flebile, priva di quell’aria soave
lasciata dal suo incanto, da cui sospirar l’infinito e l’eterno bisogno
di una poesia tal smarrita, che senza la sua musa strada di casa non trova.
Ora manca quel suo canto, capace di far vivere passiòn mai provate,
soffiando venti di brezza leggera su ali inette di coglièr il volo e affidarsi
al suo amòr che speranza donava.
Or manca quel dolce suono dei suoi passi, capace di far batter il cuòr solitario
di chi attendeva che una stella insperata scendesse a rischiarare il cupo
orizzonte di un paesaggio sperduto.
Or manca lo splender dei suoi capelli, soffici raggi di sole capaci di scioglier
il gelo di mattine, pronte ad invadere l’anima di un calore fervente
del nudo risveglio di un bacio silente.
Or manca Lei e ancòr mancherà
se ciò che non vive ancòr muore
e ciò ch’è ancòr vivo mai morirà.
E’ duro essere consci d’aver sfiorato, respirato, visto passare un sogno …
E’ vero, a volte, viverlo non dà ciò che si sente
ad averlo accanto, a fianco, ad un passo dal cuore …

Un figlio in grembo Roberta Leonadi – Catania (CT)Ecco che ti sento
Appena sotto quel sottile strato di pelle:
Sembri cullarti tra i miei pensieri,
Nutrendoti delle mie parole
Comprimendoti in ogni mia lacrima,
e sgorgando all’ esterno come una goccia di diamante
Che va giù per un sentiero già predestinato.
Esce fuori l’ odore della tua pelle
In ogni mio sospiro,
un alito della nostra vita
in mio ogni mio sorriso.
Le sensazioni di ora resteranno impresse nella tua anima,
così come il tuo sguardo,
non appena lo incrocerò,
diverrà il senso del mio vivere.
Intanto resta lì,
fino a che non sarà il momento di incontrarci
in questo turbinio di emozioni,
al centro del vulcano dell’ amore,
lasciandoci travolgere da un onda schiumosa
che ci trascinerà fino a riva
e lì, ad ogni singolo granello di sabbia
corrisponderà qualcosa, qualsiasi cosa,
che sarei disposta a fare
per vederti sorridere.

Inno della Magenta Veronica Zhuravel - Ucraina1. C’è un luogo con aura splendida,
incoronato dalla Vittoria,
mi inchino a questa terra
e dedico un “Inno” a Magenta!
Com’è bella Magenta,
forte e rigogliosa
nell’area verde
ampia e vigorosa.
Prosperosa Magenta,
Quant’è meravigliosa,
canto con tanta gioia
per la città gloriosa!

2. L’umanità è lo spirito tuo,
la fratellanza è sempre acuta,
e proprio qui, dalla Battaglia
è cominciata l’Unità d’Italia!
Nostra bella Magenta,
con l’amore materno
tu unisci il Passato,
il Presente e il Futuro!
Nostra bella Magenta,
con premura materna,
stai portando ai figli
l’esistenza eterna!

Cellula del nulla Marco Pellegrino – Messina (ME)È stato l’ultimo inganno.
L’ultimo spasmo è naufragato
nel suo mare oscuro.
Non disperati
la terra può nutrirsi
più del tuo sangue.
Riposa come un’ameba
nella cellula del nulla.
tutto ciò che vive di desiderio
è destinato ad una rapida caduta.
Ripiegati su te stesso
avvolto in un mantello di velluto
che ti cuce addosso
come una seconda pelle.
All’amore scucito,
alla vita rinnegata
dona il tuo disprezzo
e il felice sollievo
che non esiste l’Eterno !

A Luciana Amleto Micozzi – Roma (RM)

Rido di te di me del nostro amore
che quando nacque un giorno era altra cosa
rido della parola amore falsa
che non sa darmi il senso del mio amore
rido del sentimento misterioso
che penetra segreto nel profondo
che tramuta per me la tua figura
in durevole immagine soave
rido sommesso avanti a te contento
rido di me di quando tu non c'eri
che io gemevo e la mente vagava
e quando non capisco in me ritorno
pensando a te mia amata punto fermo
mentre le cose turbinano intorno
e rido per la cosa unica rara
che è sola a farmi ridere di gioia
rido di questo ed è così che apprendo

Senza Titolo Chiara Taormina – Palermo (PA)Un sorso di vento
giù nel ventre
della natura
Spira tra perle
di mistero
alone di luna nera
La mano
ha molle tocco
sul corpo del passato
Crosta di tempo
sbriciola il ricordo
di noi due
Peregrini della speranza

Latte e biscotti Ludovica Mazzuccato – Martino di Venezze (RO)Mi sbriciolo
tra le tue braccia
come un biscotto
nel latte caldo
che cura ogni malanno.
Il peggio di me
finisce sul fondo,
il meglio
mette su casa
tra gli interstizi
del tuo sorriso.
Se è amore vero
mi rincorrerai
con il cucchiaino
della pazienza,
sciogliendo
ogni mia reticenza.
Se è amore vero
mi berrai
fino all’ultimo sorso.

Tenero respiro Patrizia Mezzogori – Comacchio (FE)

Nell’azzurro di un limpido cielo
dove rondini libere voleranno,
aggiungimi a quei sogni in nero
che ricordati non saranno.
Non devo spiegazione alcuna,
se al solo pensiero di certezze
uccise dall’indifferenza,
una lacrima scivola lentamente
senza un percorso da seguire,
in questo mondo che appare buio
agli occhi di chi non ha più cuore
E come ombra che non lascia traccia,
attraverserò i muri del silenzio
per non udire il grido d’egoismo
che regna nella vita di gente
quando nulla vede e nulla sente.
Sopravvivrò priva di dolcezza
che mano di ladro impavido ha sottratto
insieme al calore ch’essa emanava.
E passerà, oh si passerà
quest’infelicità a balzi stretti
che s’ingoia i giorni miei,
e nascerà un primavera nuova
nell’arco di un tenero respiro.

Spazio Matteo Pasquini – Coriano (RN) Salti di memoria, rimbalzi d’acqua per strada
la polvere fa rumore e assorda chi è fermo.
Attendo input, malato (da) terminale,
e la felicità nelle piccole cose.
Vuoti di memoria, bibliche separazioni di sinapsi
nel connettivo liquido, Rosso.
Viaggio tra mondi incollati alla meglio
con due bip di Telepass:
fotografie con data, ora e senz’anima.
E la felicità nelle piccole cose
non basta,
evapora, non condensa
e vedo dietro lo schermo del vento la mia separazione:
lucido, amnesico, C:.

Una carezza per me Maria Cristina Biasoli – Bologna (BO)Un suono tenue,
dai nitidi contorni;
speme di lucidi frammenti
di petali profumati,
gemme seducenti di vita.
Come specchi con passaggi segreti,
la mia voce s'incrina imbarazzata;
apri il tuo sorriso
come tenera carezza,
io prenderò in silenzio
dopo lungo digiuno, ciò che mi offri.
Saranno delicato oblio
le tue carezze
quando diverranno sogno reale,
ed io non guarderò
con occhi per me,
ma con sguardi d'amore
e vedrò chi veramente sei.
Ti amo come si ama la poesia
che riempie l'anima svuotandola
e dalla foresta del mio cuore
un grido, una richiesta,
ma non biasimo:
una carezza per me.

Unico amore Laura delle Monache – Siena (SI) Quando mi vedrai gelida e spaventosamente bianca
sul letto di morte,
quando il turbinio dei pensieri e dei rimorsi,
FORSE….
ti porterà indietro nel tempo,
quando vedrai la cattiveria usata,
quando il tuo assurdo rancore sarà svanito,
quando mi guarderai con gli occhi offuscati dalle lacrime,
quando ricorderai
con quanto amore ti baciavo,
con quanto amore ti stringevo,
con quanto amore trepidavo per te,
con quanto amore aspettavo una tua telefonata … mai arrivata …
e quanto, sempre, ti sono stata vicino ……..
con il rimorso, che ti attanaglierà il cuore
griderai quel nome
quel nome ….
quel nome ….
quel nome ….
... che non potrai mai più pronunciare :
MAMMA … MAMMA …. MAMMA …
Unico figlio
unico amore
unico dolore
tu in me …. io in te

Agave Arturo Caissut – Cervignano del Friuli (UD)“Ach, alles ereignet sich einmal nur,
aber einmal muß alles geschehen"
(Michael Ende)

La notte stringe in bocca un'illusione
che il mattino con violenza strapperà,
come un foglio di quel povero giornale
abbandonato sull'orlo del sofà.
La pioggia contro il vetro sta a guardare,
fuori tutti fanno a meno di noi.
Tu sorridi e sai che il senso di un errore
è il rifiuto di un rimpianto che non vuoi.
Mi costringo ad inghiottire una folata
di promesse che non posso mantenere,
non mi scordo che è stupenda la tua vita
con un altro, che non dovrà sapere.
Questa notte è solo il giro di una danza,
la Ragione ci dividerà al mattino:
tu e i tuoi dubbi rimarrete in questa stanza,
io da solo mi rimetterò in cammino.
Col respiro ti catturo avidamente,
la vaniglia veglia in forma di vapore
sul tuo corpo, che mi imprimo nella mente
indugiando, sfiorandone il candore.
Ticchettando fugge il breve paradosso,
fragilissimo mantello di momenti
che giocando ci siam cuciti addosso,
rassegnandoci ad essere sospinti
da una brezza così forte e così lieve.
Questa nostra unica notte è così breve...

Amore proibito Sebastiano Trovato – Misterbianco (CT)
Recondito nell’animo
ti nascondi inerte al sublime amore.
Morente al presente stato
nutri passione d’estasi proibita
di donna altrui non più legata.
Va all’impazzata il cuore
verso mete incerte
che mai ti fu permesso di pensare.
Come aquilone che segue il vento
e va lontano
legato al filo deve restare
per continuare a volare.
Mirar altro non puoi
per non ferire
il regno tuo reale conclamato
dichiarato un dì lontano.
Tutto è in stallo nel profondo io
senza far pazzie
non si potrà cambiare
l’esito del seminato
ormai già consolidato.
L’immagine di lei
tanto cara appare
che tutto estingue in terra
altro bene conquistare.

(SEGUE SECONDA LISTA POESIE) -->
avatar
Admin
Admin

Messaggi : 315
Data d'iscrizione : 13.05.10
Età : 56
Località : Cerveteri - Roma

Visualizza il profilo dell'utente http://estro-verso.forumattivo.eu

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum