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Messaggio Da Lorenzo Pontiggia il Dom Feb 13, 2011 9:05 am

Centro Civico Fabio Casartelli Via Roma, 21 ALBESE CON CASSANO: LE FOIBE

Ieri in quel di Albese con Cassano, presenza numerosa e qualificata...
La serata era presentata da Guido Giraudo e Federico Goglio, autore del libro Foibe, inferno a Nord-Est.

Ho aggiunto prendendo parola:

Il DRAMMA delle FOIBE

Errori, sulla pelle d'innocenti...
La mattanza continua...
L'animale uomo finché non usa
il Dono del MISTERO la RIFLENTE
perde tutto se stesso,
da sfogare sul debole
la propria ignoranza...

Giuseppe Cobolli Gigli diventato poi gerarca fascista, in una guida turistica del 1915, aveva riportato il testo di una filastrocca popolare: «La musa istriana ha chiamato Foiba il degno posto di sepoltura per chi nella provincia d’Istria minaccia le caratteristiche nazionali della stessa Istria».
All'avvento di politiche nazionalistiche e di repressione dell'elemento slavo applicate dal fascismo. Si creò l'episodio noto dell'incendio del Narodni dom ("Casa nazionale slovena") di Trieste ad opera di squadristi fascisti. L'incidente assunse a posteriori un forte significato simbolico, venendo ricordato come l'inizio dell'oppressione italiana contro gli slavi.

« Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani »
(Benito Mussolini, discorso tenuto a Pola il 24 settembre 1920

- L'8 settembre 1943 con l'armistizio tra Italia e Alleati, si verifica il collasso del Regio Esercito.
Fin dal 9 settembre le truppe tedesche assunsero il controllo di Trieste e successivamente di Pola e di Fiume, lasciando momentaneamente sguarnito il resto della Venezia Giulia.
I partigiani occuparono quindi buona parte della regione, mantenendo le proprie posizioni per circa un mese. Il 13 settembre 1943, a Pisino venne proclamata unilateralmente l'annessione dell'Istria alla Croazia, da parte del Consiglio di liberazione popolare per l'Istria. Il 29 settembre 1943 venne istituito il Comitato esecutivo provvisorio di liberazione dell'Istria.
Improvvisati tribunali, che rispondevano ai partigiani dei Comitati popolari di liberazione emisero centinaia di condanne a morte. Le vittime furono non solo rappresentanti del regime fascista e dello Stato italiano, oppositori politici, ma anche semplici personaggi in vista della comunità italiana e potenziali nemici del futuro Stato comunista jugoslavo che s'intendeva creare.-

L'armistizio in Dalmazia
Il 10 settembre, mentre Zara veniva presidiata dai tedeschi, a Spalato ed in altri centri dalmati entravano i partigiani. Vi rimasero sino al 26 settembre, sostenendo una battaglia difensiva per impedire la presa della città da parte dei tedeschi.
Dopo la capitolazione ordinata dal comandante, generale Becuzzi, molti ufficiali italiani furono passati per le armi, in quello che è noto come il massacro di Trilj. La Dalmazia fu annessa allo Stato Indipendente di Croazia. Tuttavia Zara, restò - seppur sotto il controllo tedesco - sotto la sovranità della RSI, fino alla occupazione jugoslava dell'ottobre 1944.
Terribile fu la sorte di Zara, ridotta in rovine dai bombardamenti, che causarono la morte e la fuga della maggior parte dei suoi abitanti. La città fu infine occupata dagli Iugoslavi il 1º novembre 1944

PRIMAVERA 1945: l'occupazione della Venezia Giulia e la nuova ondata di eccidi...
A partire dal maggio del 1945 i massacri si verificarono in tutta la Venezia Giulia (Trieste, Gorizia, Istria e Fiume).
A Gorizia e Trieste (occupate dal 1º maggio), i massacri cessarono con l'arrivo degli alleati il 12 giugno: si riscontrò l'uccisione di diverse migliaia di persone, molte delle quali gettate vive nelle foibe.
Tito voleva raggiungere prima dell'armistizio il fiume tagliamento
affinché diventasse confine jugoslavo.

Con l'arrivo dell'Armata Popolare Iugoslava anche a Gorizia iniziarono le repressioni che toccarono l'apice fra il 2 e il 20 maggio. Migliaia furono gli arresti e gli scomparsi non solo tra gli italiani, ma anche tra gli sloveni (per delazione venivano confiscate terre e case e venivano girate come premio ai fedelissimi di Tito) che si opponevano al regime comunista.
Fiume fu occupata il 3 maggio dagli iugoslavi, che avviarono immediatamente un'intensa campagna di epurazione. I partigiani uccisero nelle prime ore di occupazione della città i vecchi capi del partito, dei quali una buona parte fu schiettamente antifascista seguendo la linea di Stalin, eliminare chi poteva fare ombra a Tito!

Tra i politici furono uccisi i senatori fiumani Icilio Bacci e Riccardo Gigante che non si erano macchiati di crimini. La persecuzione colpì anche gli esponenti dei CLN, secondo una linea ampiamente usata anche a Trieste e Gorizia.

A Tito premeva di raggiungere prima dell'armistizio il fiume Tagliamento affinché diventasse confine jugoslavo.

Maggio 1946, De Gasperi propone la linea Wilson, che lascia all'Italia la metà Occidentale della Venezia Giulia con Trieste e Gorizia, due terzi dell'Istria compresa l'intera costa adriatica, Pola , Pisino, Abbazia, le isole di Cherso e di Lussino.

Il 10 Febbraio del 1947 firmano il trattato di Pace e l'Italia subisce il trattato (De Gasperi non riesce a farsi valere, mancando di parola agli Italiani!), causa gli inglesi...
Lo stesso giorno una giovane Professoressa MARIA PASQUINELLI (eroina) ci vendica uccidendo con tre colpi di pistola il comandante generale Inglese Robin De Winton.
..
Tito ringrazia e ricambia staccandosi da Stalin, anche per non essere fatto fuori dalla purga stalinista...


Nel 1975 venne firmato il Trattato di Osimo…

“Fu un fulmine che venne accolto con una certa indifferenza dall’opinione pubblica. Poi, lentamente, si fece strada la protesta che verteva su due punti: il fatto di aver rinunciato alla sovranità senza alcuna contropartita e l’aver accettato la proposta di creazione di una zona franca a cavallo di confine ad unico vantaggio della Iugoslavia.
C'era bisogno di un segnale forte da esibire all’opinione pubblica e gli Stati Uniti l’aiutarono consegnando, di fatto, l’Istria con Moro consenziente e dopo un viaggio di Berlinguer negli USA.

Del Trattato della vergogna si continua a parlare, a conferma che si trattò di un fallimento. E si continua a parlare di Istria, oggi molto più di allora, ma ormai la stalla è vuota...

Concludo: il concetto di patria di nazionalità d'identità mal interpretati portano alle tragedie da entrambe le parti da uscire tutti sconfitti!

Lorenzo Pontiggia unico poeta italiano chiamato dalla RAI, SAXA RUBRA, Roma, per la prima commemorazione delle Foibe o Esodo Istriano, in diretta con il regista Alberto Negrin (Cuore nel Pozzo, Perlasca...) per letteratura e Poesia.

Lorenzo Pontiggia
marylory il Poeta

Lorenzo Pontiggia

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