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La spiaggia dei cani romantici
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La spiaggia dei cani romantici
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] LA SPIAGGIA DEI CANI ROMANTICI –
di Marino Magliani Una recensione di V. Binaghi
Ci troviamo di fronte a un romanzo che si potrebbe definire post-coloniale. Come si vendica il colonizzato, una volta che ha nel mirino l’europeo supponente e colonizzatore, sparando una pallottola di grosso calibro o meglio distruggendone la prole a cui smercia droga purissima?
Almeja, il giovane argentino protagonista, è uscito vivo dalla guerra delle Falkland.
Gli si propone di aderire a un complotto contro le forze di Sua Maestà Britannica, ordito da reduci che si recheranno in Europa, ad assassinare ufficiali inglesi in vacanza. Rifiuta, essendo attratto piuttosto dal mito del benessere europeo che spera di raggiungere grazie al suo talento calcistico e a un cognome ligure, anzi contribuirà alla denuncia e allo smantellamento del progetto criminale. Poi, però finirà a spacciare droghe chimiche ai militari delle basi NATO, e dunque a perpetrare in altro modo la studiata vendetta.
La spiaggia dei cani romantici è a Lloret de Mar, località balneare spagnola dove Almeja incontra un gruppetto di giovani connazionali, che campano offrendo serate elettriche da gigolò alle turiste nordiche. Non si tratta solo di un luogo di passaggio nel romanzo, ma è la vera e propria cartina al tornasole di quanto sia illusoria la volontà di riscatto dei colonizzati, cui le donne borghesi e la dorata servitù rubano la vita.
Memorabile il finale, dove un paio di essi, ridotti a caricatura del proprio mito, accettano di comparire in un programma televisivo olandese, in cui signore di mezza età cercano il commovente incontro con gli amori estivi di trent’anni prima.
Difficile pensare a una storia che meglio di questa sveli le luminarie e le cloache di una globalizzazione vissuta dal basso, dalla parte dei sogni ingenui e della volontà di riscatto dei migranti, che s’infrangono contro il carattere spietatamente mercantile (il mercato delle emozioni, la più preziosa delle merci) cui il mondo “libero” del secondo dopoguerra si è ridotto.
di Marino Magliani Una recensione di V. Binaghi
Ci troviamo di fronte a un romanzo che si potrebbe definire post-coloniale. Come si vendica il colonizzato, una volta che ha nel mirino l’europeo supponente e colonizzatore, sparando una pallottola di grosso calibro o meglio distruggendone la prole a cui smercia droga purissima?
Almeja, il giovane argentino protagonista, è uscito vivo dalla guerra delle Falkland.
Gli si propone di aderire a un complotto contro le forze di Sua Maestà Britannica, ordito da reduci che si recheranno in Europa, ad assassinare ufficiali inglesi in vacanza. Rifiuta, essendo attratto piuttosto dal mito del benessere europeo che spera di raggiungere grazie al suo talento calcistico e a un cognome ligure, anzi contribuirà alla denuncia e allo smantellamento del progetto criminale. Poi, però finirà a spacciare droghe chimiche ai militari delle basi NATO, e dunque a perpetrare in altro modo la studiata vendetta.
La spiaggia dei cani romantici è a Lloret de Mar, località balneare spagnola dove Almeja incontra un gruppetto di giovani connazionali, che campano offrendo serate elettriche da gigolò alle turiste nordiche. Non si tratta solo di un luogo di passaggio nel romanzo, ma è la vera e propria cartina al tornasole di quanto sia illusoria la volontà di riscatto dei colonizzati, cui le donne borghesi e la dorata servitù rubano la vita.
Memorabile il finale, dove un paio di essi, ridotti a caricatura del proprio mito, accettano di comparire in un programma televisivo olandese, in cui signore di mezza età cercano il commovente incontro con gli amori estivi di trent’anni prima.
Difficile pensare a una storia che meglio di questa sveli le luminarie e le cloache di una globalizzazione vissuta dal basso, dalla parte dei sogni ingenui e della volontà di riscatto dei migranti, che s’infrangono contro il carattere spietatamente mercantile (il mercato delle emozioni, la più preziosa delle merci) cui il mondo “libero” del secondo dopoguerra si è ridotto.
alberto- Messaggi: 138
Data d'iscrizione: 13.05.10
Località: Roma
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